Prima di montare la canna sull'Oglio o di salire verso un lago dell'Adamello servono due cose: la licenza giusta e le regole del tratto dove metti piede. In Valle Camonica non è complicato — ma le informazioni sono sparse tra portali regionali, delibere e cartelli in riva, e nel 2026 è cambiato parecchio.
Qui trovi tutto in ordine, con i numeri presi dal prontuario ufficiale del Bacino 10.
Lo scriviamo da Cedegolo, dove il negozio Avanzini è aperto dal 1950 e dove il regolamento aggiornato ce l'abbiamo sul bancone.

Partiamo da qui, perché quasi tutto quello che trovi scritto in giro è vecchio.
Il 31 dicembre 2025 è cessata la concessione per la gestione della pesca del Bacino 10 – Vallecamonica, che era in capo all'ATS Bacino di pesca 10. Dal 1° gennaio 2026 la pesca nel Bacino 10 segue direttamente le norme di Regione Lombardia.
Per pescare nel Bacino 10 basta la licenza regionale. Non è più obbligatoria l'iscrizione alle Associazioni Qualificate e non va versata nessuna quota aggiuntiva.
Nessun tesserino locale, nessun permesso giornaliero di bacino, nessuna tessera associativa. Se qualcuno ti dice il contrario, sta usando informazioni precedenti al 2026.
Era prevista anche l'introduzione di un tesserino segnapesci per il Bacino 10, ma con Decreto n. 120 del 12 gennaio 2026 è stata sospesa: non devi segnare le catture da nessuna parte.
Restano invece invariate le suddivisioni del territorio: campi gara, zone no-kill e zone di ripopolamento sono le stesse, e la segnaletica posata a suo tempo dall'ATS è ancora in piedi e ancora valida per riconoscerle.
Per la pesca dilettantistica nelle acque interne italiane serve la licenza di pesca di tipo B. Materialmente la licenza è la ricevuta di versamento della tassa annuale di concessione regionale: non esiste un tesserino da ritirare.
Un consiglio pratico: salva la ricevuta offline o stampala. In buona parte della valle — e in tutti i laghi alpini — il telefono non prende, e una ricevuta che non riesci ad aprire vale come non averla.
Chi non ne ha bisogno. Sono esentati, se pescano con la sola canna, i residenti in Italia di età inferiore a 18 anni o superiore a 65, e i soggetti di cui all'art. 3 della legge 104/1992. Chi pesca con strumenti diversi dalla canna deve invece averla, senza eccezioni.
Se arrivi dall'estero la procedura è la stessa, ma il portale è in italiano e chiede dati che un visitatore non sempre ha a portata di mano. Se prenoti un'uscita con noi ce ne occupiamo noi, così arrivi in valle già in regola.
L'Oglio non ha il livello che ti aspetti. I rilasci idroelettrici lo alzano in poco tempo: un tratto guadabile la mattina può non esserlo il pomeriggio. Prima di scendere, si controlla.
Nelle acque di tipo B la pesca è consentita da un'ora prima dell'alba dell'ultima domenica di febbraio a un'ora dopo il tramonto della prima domenica di ottobre.
Fanno eccezione i laghi alpini sopra i 1.500 metri, dove si pesca dal 1° maggio alla prima domenica di ottobre. Non 1.800 metri e non il 1° giugno: è un mese in più di stagione rispetto a quanto si legge in giro.
Detto questo, la data d'apertura e le condizioni reali sono due cose diverse. A inizio maggio molti bacini dell'Adamello hanno ancora ghiaccio e nevai sui sentieri d'accesso: che sia legale pescare non significa che si arrivi in sicurezza.
Dentro il Parco Naturale dell'Adamello vale una regola sopra a questa, e quasi nessuno la scrive. Il Parco Naturale è la fascia più protetta del Parco Regionale, istituita con la Legge Regionale 23/2003. Lì la pesca è vietata ovunque, tranne che in undici bacini artificiali elencati: Arno, Salarno, Dosazzo, Miller, Baitone, Aviolo, Venerocolo, Pantano d'Avio, Benedetto, d'Avio e Laghetto d'Avio. Tutto quello che non è espressamente permesso — laghi naturali, immissari, emissari — è ambiente protetto.
In quegli undici bacini il periodo è più corto di quello regionale e i limiti più stretti:
Dal 1° giugno al 30 settembre, massimo tre pesci al giorno, ciascuno di almeno 25 cm.
Fuori dal Parco Naturale, nel resto del Parco Regionale, valgono le norme ordinarie del Bacino 10.
Le regole del Parco dell'Adamello
Di notte non si pesca. Nelle acque di tipo B — l'Oglio, tutti gli affluenti, tutti i laghi alpini — la pesca notturna non è mai consentita. L'unica eccezione del bacino è il lago Moro.
Gli esemplari sotto misura vanno immediatamente liberati con la massima cura.
| Specie | Misura minima |
|---|---|
| Trota fario | 25 cm (22 cm solo durante gare nei campi fissi) |
| Trota iridea | 18 cm |
| Salmerino alpino | 22 cm |
| Trota lacustre | 40 cm |
| Trota marmorata e ibridi fario × marmorata | 40 cm |
| Temolo | Divieto di pesca |
| Luccio | 60 cm |
| Coregone | 30 cm |
| Persico reale | 18 cm |
| Persico trota | 28 cm |
| Carpa | 30 cm |
| Barbo · Cavedano · Tinca | 25 cm |
| Anguilla | 50 cm |
| Agone | 15 cm |
Una precisazione che vale la pena fare. Il regolamento regionale fissa la misura minima della fario a 22 cm, ma il Bacino 10 è più restrittivo e chiede 25 cm. Se leggi 22 cm su un sito generico sulla Lombardia, in Valle Camonica quel dato non vale.
E il temolo non si pesca affatto. Nel fiume Oglio prelacuale e nei suoi affluenti fino alla foce nel Sebino la cattura del temolo è vietata: non c'è misura minima e non c'è periodo utile. In caso di cattura accidentale va rilasciato subito e con la massima cura.
Nel bacino ci sono tratti dove il prendi e rilascia non è una scelta etica ma un obbligo di regolamento. Ci si pesca solo con ami singoli senza ardiglione, ogni cattura va rilasciata, ed è vietato depositarvi pesce pescato altrove.
Sono tutte confermate per la stagione 2026. Con il passaggio della gestione a Regione Lombardia è cambiato chi amministra il bacino, non la mappa: stessi confini, stessi cartelli, stesse regole.
| # | Corso d'acqua | Comune | Esche ammesse | Lunghezza |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Oglio | Vezza d'Oglio | Solo mosca | 1.620 m |
| 2 | Oglio | Sonico – Malonno | Artificiali | 1.000 m |
| 3 | Oglio | Cedegolo | Artificiali | 550 m |
| 4 | Oglio | Ceto – Cerveno | Artificiali | 1.495 m |
| 5 | Oglio | Darfo Boario Terme | Artificiali | 2.112 m |
| 6 | Dezzo | Angolo Terme | Artificiali | 1.100 m |
In totale 7.877 metri di fiume e torrente in cui il pesce resta in acqua.
La misura minima nel Bacino 10 è più severa di quella regionale. Non è un cavillo: una fario dell'Oglio ci mette stagioni ad arrivarci.
Carattere di ciascun tratto e cosa serve sapere prima di andarci.
È l'unica zona del bacino riservata alla sola pesca a mosca, ed è anche la più lunga. Si pesca con coda di topo, tecnica valsesiana o tecniche assimilabili; le mosche artificiali, in numero massimo di tre, vanno montate su amo singolo senza ardiglione o con ardiglione schiacciato.
Siamo in alta valle, a monte di tutto: acqua fredda, pendenza marcata, stagione utile più corta che a valle.
Un chilometro di Oglio nell'alta-media valle, aperto a tutte le esche artificiali su amo singolo barbless.
È la zona che conosciamo meglio, perché passa davanti a casa nostra. Il negozio Avanzini dal 1950 è in Via Nazionale 16 a Cedegolo, e questi 550 metri sono il tratto dove accompagniamo più spesso chi vuole imparare a leggere l'Oglio. È la più corta delle sei, ed è un vantaggio quando si insegna: si batte per intero in una mezza giornata, tornando sugli stessi punti e vedendo cosa cambia.
Quasi un chilometro e mezzo nella media valle, tutte le esche artificiali su amo singolo senza ardiglione.
La più estesa delle sei. Siamo in bassa valle, dove l'Oglio si allarga e cambia carattere rispetto ai tratti di monte: più acqua, correnti più lente, buche più profonde.
L'unica zona no-kill del bacino che non è sull'Oglio. Il Dezzo scende dalla Val di Scalve e confluisce nell'Oglio in bassa valle: è un torrente, non un fiume, e si pesca di conseguenza. Terreno da tecniche leggere. → Spinning leggero e SpinFly
Nel bacino esistono anche zone di protezione e ripopolamento con divieto assoluto di pesca.
Sull'Oglio: Temù (due tratti, 434 e 361 m), Vezza d'Oglio 527 m, Incudine 744 m, Sonico 251 m, Cedegolo 423 m, Esine 560 m, Darfo Boario Terme–Esine 1.326 m.
Sugli affluenti: Valle di Grom tra Monno e Incudine 3.158 m, Davenino a Incudine 655 m, Ogliolo a Edolo 1.378 m e a Malonno 407 m, Remulo a Sonico 788 m, Allione a Paisco Loveno 1.430 m, Cobello a Niardo 761 m, Degna a Prestine 655 m, Re a Darfo Boario Terme 424 m, Salarno-Poglia a Saviore dell'Adamello 4.240 m, Poglia a Cedegolo 280 m, Dezzo a Schilpario 900 m, Risorgiva Canalino a Costa Volpino 1.100 m, più due sorgenti in Gaver di Breno.
Sono segnalate in loco, ma i confini non sempre sono ovvi guardando l'acqua — e a Cedegolo un tratto no-kill e uno a divieto assoluto distano poche centinaia di metri. È la ragione principale per cui conviene farsi accompagnare la prima volta.
Quello che serve a chi pesca da solo e vuole avere il quadro completo.
La pesca è vietata da un'ora dopo il tramonto a un'ora prima dell'alba. I periodi di divieto di specie decorrono da un'ora dopo il tramonto del giorno di inizio e terminano un'ora prima dell'alba del giorno di scadenza.
Attenzione a come si calcola qui: le pareti coprono il sole molto prima dell'orario ufficiale del tramonto, e la luce utile reale sul fondovalle è più corta di quella teorica. Per le schiuse serali il margine è più stretto di quanto dica il calendario.
Nel Bacino 10, per ogni giornata di pesca, non si può catturare e detenere più di 4 capi complessivi di salmonidi — trote di tutte le specie e salmerini, esclusi i coregoni — con il limite tassativo di 1 sola trota marmorata o ibrido e 1 sola trota lacustre; 2 capi di luccio; 10 capi di coregone; 1 kg complessivo di vairone, gobione e sanguinerola; e comunque non più di 3 kg complessivi di fauna ittica al giorno.
Il limite di peso può essere superato solo nel caso dell'ultimo esemplare di grosse dimensioni. Al raggiungimento dei limiti è obbligatorio smettere di pescare.
Anche qui il Bacino 10 è più severo del regolamento regionale, che ammette 6 salmonidi e 5 kg.
Nelle acque di tipo B: una sola canna per pescatore, con o senza mulinello, armata con un massimo di tre esche naturali o artificiali; vietato pasturare in qualsiasi forma; vietato utilizzare o detenere larve di mosca carnaria; vietata la pesca con il pesce vivo.
Il posto di pesca spetta al primo arrivato, che ha diritto di chiedere agli altri una distanza di almeno 10 metri in tutte le direzioni.
Chi trattiene il pescato ha l'obbligo di recidere il lobo inferiore della pinna caudale subito dopo la cattura e prima di riprendere a pescare (art. 139 c. 7 bis L.R. 31/2008): serve a impedire che lo stesso pesce venga contato due volte. Chi pratica no-kill non ci ha a che fare, ma è utile sapere perché quel taglio esiste.
In tutte le acque del bacino è vietata la cattura di: alborella, barbo canino, cobite comune, cobite mascherato, ghiozzo padano, lasca, lampreda padana, panzarolo, scazzone, pigo, savetta, spinarello, triotto.
Le portate cambiano in fretta. L'Oglio è alimentato da bacini idroelettrici e i rilasci alzano il livello in poco tempo: un tratto guadabile la mattina può non esserlo il pomeriggio. Prima di scendere, controlla i dati idrometrici ARPA.
Il meteo in quota è un altro sport. Un temporale sul fondovalle è un fastidio. Lo stesso temporale a 2.200 metri, con tre ore di sentiero per rientrare, è un problema serio. Il bollettino ARPA va letto prima di partire.
Non tutta la riva è pubblica. Nel fondovalle molti accessi passano da proprietà private e terreni agricoli. Cancelli, recinti elettrici, campi coltivati: si aggira, non si attraversa.
Il Parco dell'Adamello ha regole sue. Accesso, transito dei veicoli e comportamento nell'area protetta si sommano alle norme sulla pesca. Il riferimento è il sito del Parco.
Il regolamento dice quanto puoi trattenere. Noi abbiamo deciso di non trattenere niente.
Tutte le uscite Fishing Experience si svolgono in catch & release integrale, con amo singolo senza ardiglione, ovunque — anche fuori dalle zone no-kill. Una fario dell'Oglio impiega anni ad arrivare a 25 cm, e il numero di pesci che queste acque sostengono è finito.
Se vieni con noi questa è la regola, non è negoziabile, e te lo diciamo prima — non in riva. L'unica eccezione è il laghetto Canneto di Cevo, che è un ambiente gestito dove il prelievo è previsto: è proprio perché esiste quello che sul fiume possiamo permetterci di non transigere.
La tassa annuale di concessione regionale è di 23,00 euro. Si paga online sul portale PagoPA di Regione Lombardia e la ricevuta di versamento, insieme a un documento d'identità, costituisce la licenza.
No. Dal 1° gennaio 2026, cessata la concessione all'ATS Bacino di pesca 10, per pescare è sufficiente la licenza regionale: non è più obbligatoria l'iscrizione alle Associazioni Qualificate né va versata alcuna quota aggiuntiva. Anche l'introduzione del tesserino segnapesci, che era prevista, è stata sospesa con Decreto n. 120 del 12 gennaio 2026.
25 centimetri. Scende a 22 centimetri solo durante gare e manifestazioni nei campi fissi. Attenzione: il regolamento regionale indica 22 cm, ma nel Bacino 10 vale la misura più restrittiva di 25 cm.
Nel Bacino 10 il limite è di 4 capi complessivi di salmonidi al giorno — trote di tutte le specie e salmerini — con il vincolo di massimo 1 trota marmorata e 1 trota lacustre, e comunque non oltre 3 kg complessivi. Raggiunto il limite, è obbligatorio smettere di pescare.
Sono sei, per un totale di 7.877 metri: Vezza d'Oglio (1.620 m, solo mosca), Sonico-Malonno (1.000 m), Cedegolo (550 m), Ceto-Cerveno (1.495 m) e Darfo Boario Terme (2.112 m) sul fiume Oglio, più il torrente Dezzo ad Angolo Terme (1.100 m). Sono tutte confermate per il 2026.
Sì, tutte. Con la fine della concessione all'ATS Bacino 10 è cambiato chi amministra il bacino, non la perimetrazione, e la segnaletica già presente in riva resta quella valida per identificarle.
Nella zona no-kill di Vezza d'Oglio, 1.620 metri sull'Oglio: coda di topo, tecnica valsesiana o tecniche assimilabili, con un massimo di tre mosche artificiali su amo singolo senza ardiglione o con ardiglione schiacciato.
No. Nel fiume Oglio prelacuale e nei suoi affluenti fino alla foce nel Sebino la cattura del temolo è vietata. In caso di cattura accidentale va rilasciato immediatamente e con la massima cura.
L'ultima domenica di febbraio. La chiusura è la prima domenica di ottobre.
Nei laghi alpini sopra i 1.500 metri la pesca è consentita dal 1° maggio al tramonto della prima domenica di ottobre. Le condizioni reali di accesso però dipendono da neve e sentieri: a inizio maggio molti bacini dell'Adamello non sono ancora raggiungibili in sicurezza.
No. Nelle acque di tipo B la pesca notturna non è mai consentita. L'unica eccezione del bacino è il lago Moro, limitatamente ad anguilla, siluro e carpa in carpfishing, con non più di due canne e solo da riva.
I residenti in Italia con meno di 18 anni o più di 65 anni, e i soggetti di cui all'art. 3 della legge 104/1992, purché peschino con la sola canna. Chi usa strumenti diversi dalla canna deve avere la licenza.
No, nelle acque di tipo B la pasturazione è vietata in qualsiasi forma, così come l'uso e la detenzione di larve di mosca carnaria e la pesca con il pesce vivo.
Il regolamento consente di trattenere entro i limiti indicati, e nelle zone no-kill il rilascio è obbligatorio. Le uscite Fishing Experience si svolgono comunque sempre in catch & release integrale con amo barbless: è la nostra scelta ed è la condizione per partecipare.
Sapere che puoi pescare è metà del lavoro. L'altra metà — dove, quando, con cosa, e quali 400 metri di riva sono vietati anche se nessun cartello si vede da dove stai tu — non sta scritta in nessun prontuario.
Fishing Experience Valle Camonica — Avanzini dal 1950
Via Nazionale 16, 25051 Cedegolo (BS) · +39 345 9072749